La storia degli gnocchi di patate

Le origini di questo piatto

 

Lo gnocco è uno dei piatti tipici della cucina italiana, ma avete mai considerato quanti tipi ne esistono? Pensiamo ai Canederli, agli gnocchi alla romana, agli gnocchi di pane o di patate. 

Ma a quando risale questo piatto della tradizione italiana?

Si hanno testimonianze degli gnocchi già nella seconda metà del Cinquecento, nelle ricette di due grandi cuochi dell’epoca: Cristoforo Messisbugo e Bartolomeo Scappi.

Nel Rinascimento, lo gnocco veniva fatto con con farina, pangrattato, acqua bollente e uova e poi condito con burro, formaggio e spezie. 

La patata viene introdotta solo nel 1700, quando la si inizia ad unire alla farina. Fino al 1900, gli gnocchi di patate saranno arricchiti con altri ingredienti, come la panna o il prezzemolo. Ma qualche cuoco dell’epoca inizia a sperimentare anche la versione minimalista dello gnocco, quella che conosciamo ancora oggi, ossia fatta di sole patate e farina.

Si ritrova una ricetta degli gnocchi alle patate in un ricettario di inizio Novecento che li inserisce come piatto della tradizione bolognese. 

Tra le varianti più creative dello gnocco tradizione c’è senz’altro lo gnocco alla romana. Questa versione è più simile ad una polenta tagliata a rondelle e passata in forno con burro e formaggio, fino a creare una crosticina. 

Un’altra variante dello gnocco, più vicina alle versioni originali del 1800 è quella proposta dalla cucina trentina: canederli In questo caso, l’impasto viene arricchito con nuovi elementi, come il latte, la mollica, o carne e possono essere serviti anche in brodo. 

A seconda del tipo di preparazione scelta, questo piatto può comunque sempre regalare grandissime soddisfazioni al palato: facile da preparare e mai banale!